Metodo Classico e Charmat: quali sono le differenze?

Ubriacatevi in continuazione, di vino, di poesia, di virtù, come volete. (Baudelaire)

Metodo Classico e Charmat: quali sono le differenze?

12 Luglio 2019 Blog Spumante vs Champagne vini e distillati 0

 

Il Metodo Classico o Champenoise è nato in Francia nello regione dello Champagne. A causa di controversie legali sull’attribuzione del nome, non è possibile utilizzare questo termine al di fuori della regione dello Champagne per cui in Italia è stata coniata la dicitura Metodo Classico.

Quali sono le fasi del metodo Classico?

La preparazione e rifermentazione in bottiglia prevede una fermentazione del mosto, dopo la spremitura soffice delle uve raccolte a mano in cassette, per evitare lesioni della buccia. Le varietà che si utilizzano sono le varietà Pinot nero, Meunier e Chardonnay. La conservazione del vino avviene fino a marzo/aprile dell’anno successivo. Intanto si procede all’assemblaggio di varietà di annate diverse  ottenendo la cosi detta cuvée.

Una volta imbottigliato si aggiungono lieviti e zuccheri e così comincia la seconda fermentazione. Il riposo in bottiglia, dovuto dalla fermentazione, lascia definire questi vini  “con rifermentazione in bottiglia”. I lieviti, infatti, all’interno della bottiglia, trasformano lo zucchero in alcol e anidride carbonica per fermentazione alcolica: l’alcol che si forma va ad arricchire quello già naturalmente presente nel vino; l’anidride carbonica che viene prodotta rimane nel recipiente, chiuso ermeticamente, e si scioglie nel vino.

E le famose bollicine, come si creano?

Grazie ai lunghi tempi di fermentazione e maturazione, e a un attento controllo delle temperature, si ottengono le famose “bollicine”, che non sono altro che anidride carbonica: più sono piccole e maggiore è la qualità del prodotto. Il processo con cui si sviluppa l’anidride carbonica è detto “presa di schiuma”.

Una volta tappate le bottiglie vengono accatastate su speciali cavalletti di legno per un periodo di tempo che può durare da un anno a dieci. Il riposo dei lieviti genererà un deposito che deve essere rimosso per questo si effettua il remuage o rotazione quotidiana della bottiglia. Infine si effettua la sboccatura o degorgement.

 

Il Metodo Charmat o Martinotti

 

E’ un metodo inventato dal casalese Federico Martinotti, direttore per l’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, poi adottato dal francese Charmat che costruì e brevettò il metodo Martinotti – Charmat. Questo metodo permette di ottenere spumanti dolci, dalle caratteristiche note fruttate, grazie a recipienti a tenuta stagna tipo autoclave.

Viene preparata una base di vino fermo, cui viene aggiunto il liquore di tiraggio; il vino viene poi travasato in autoclave, ossia in grandi recipienti metallici a chiusura ermetica, dove avviene la rifermentazione. Quando la fermentazione, a basse temperature e con durata inferiore rispetto al Metodo Classico, ha generato la percentuale ottimale di anidride carbonica, il vino viene refrigerato, filtrato, stabilizzato e imbottigliato in condizioni controllate di pressione e temperatura.

Qual è la differenza sostanziale con il metodo Classico?

Le differenze fondamentali consistono nella rapidità del processo produttivo (pochi mesi), nel fatto che la presa di spuma avviene in un’unica autoclave e che tutte le fasi successive alla rifermentazione, compreso l’imbottigliamento, si realizzano in condizioni controllate di pressione e temperatura.

I due spumanti italiani più diffusi sono l’Asti e il Prosecco e Lambrusco.

 

 

 

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